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LOGOPEDIA E AUTISMO

LOGOPEDIA E AUTISMO
Pubblicata su Asperger.it (http://www.asperger.it)
Alcune premesse:
- Un logopedista che si occupi dei disordini dello spettro autistico dovrebbe aver chiaro che si dovrà occupare di comunicazione in soggetti che si ‘spostano’ lungo curve evolutive che si discostano dallo sviluppo di un qualsiasi bambino normotipico. Ciascun bambino nello spettro di questi disordini ha una propria ‘traiettoria’ di sviluppo. C’è tuttavia della letteratura, basata sull’esperienza longitudinale fatta con bambini nello spettro, a cui un logopedista può fare riferimento per capire a che stadio di comunicazione quel bambino indicativamente si trova, aiutandolo così a spostarsi avanti nella sua traiettoria.
Per comunicazione si intende quella fitta rete di scambi di informazioni e di relazioni sociali che coinvolgono ogni essere vivente nella vita quotidiana. La comunicazione ha in sé un aspetto sociale e relazionale, e implicitamente una matrice culturale e una natura convenzionale. Essa, infatti, si realizza all’interno di un gruppo (natura sociale), costituendone la base dell’interazione e delle relazioni interpersonali (natura relazionale), prevedendo la condivisione di significati e di sistemi di segnalazione e l’accordo sulle regole sottese a ogni scambio (natura culturale e convenzionale) (Anolli, 2002). La capacità di comunicazione è frutto di un’esigenza naturale ed è una capacità innata. A esemplificazione della complessità della comunicazione, nel caso di un bambino Asperger, le difficoltà a decodificare i segnali impliciti su cui si reggono le interazioni sociali possono causare un comportamento sociale inadatto e di conseguenza una sorta di rifiuto ed emarginazione da parte dei coetanei.
- La modalità di processamento/‘lettura’ delle informazioni sensoriali di un bambino nello spettro dei disordini autistici compromette in modo peculiare la maniera in cui si sviluppano le abilità in generale, quelle linguistiche incluse. Le competenze grammaticali normalmente si costruiscono e si sviluppano seguendo un sistema basato su regole. I bambini dello spettro autistico tendono invece a memorizzare il linguaggio piuttosto che a svilupparlo in questo modo. Se una parola viene acquisita per ripetizione meccanica invece che attraverso lo sviluppo della comprensione reale del mondo attorno a sé, il bambino può trovare complicato accettare che le parole varino di significato a seconda della presenza di altre parole nella frase o del contesto in cui vengono utilizzate. Sarà anche difficile per il bambino capire ulteriori significati non letterali delle parole e delle frasi. Se il bambino ha memorizzato frasi intere o parti di esse, sarà difficile per lui riconoscere le singole parole, in quanto potrebbero essere nascoste all’interno di una frase appresa.

Gli aspetti di un soggetto Asperger/autistico ad alto funzionamento che un logopedista dovrebbe tener presente sono:
- può non essere interessato alle interazioni (mancanza di ricerca spontanea di condivisione di divertimenti, interessi o obiettivi con altre persone; mancanza di reciprocità emotiva e sociale);
- può parlare molto, anche da solo, ma non usare il linguaggio per fare conversazione. Alcuni bambini hanno addirittura la tendenza ad isolarsi dalla realtà attraverso la creazione di amici immaginari;
- può parlare ‘sopra’ agli altri e non essere molto capace a rispettare i turni;
- può mostrare grande interesse a imparare parole che non sono molto usate nella quotidianità;
- può ripetere di continuo le cose che sente;
- può produrre un linguaggio simile a quello adulto;
- può parlare in modo troppo informale o troppo formale in una data situazione;
- può usare il linguaggio in modo ripetitivo, facendo per esempio molte domande o ripetendo all’infinito la stessa domanda, anche se sa le/a risposte/a;
- può monopolizzare la conversazione con lunghi monologhi;
- può cambiare frequentemente argomento;
- preferisce certi argomenti e porta spesso la conversazione su di essi.
- può ignorare le domande e dare risposte non pertinenti;
- può avere difficoltà a capire il discorso; può capire il linguaggio abbastanza bene solo in apparenza. Spesso sono in grado di dire di più di quello che realmente capiscono;
- può avere difficoltà a interpretare le espressioni del volto e il tono della voce. Le difficoltà nell’uso di comportamenti non verbali si esplica anche attraverso posture corporee inappropriate e l’uso non corretto di altri segni codificati per regolare le interazioni sociali. Anche il linguaggio corporeo può essere inadeguato: può girare il volto dall’altra parte quando parla;
- può usare pattern d’intonazione inadeguati, per esempio fare discorsi molto frammentati o alzare il tono della voce ad ogni frase;
- può avere problemi con le metafore e altri linguaggi non letterali (umorismo, sarcasmo, similitudini, ecc);
- può aver problemi a spiegare le cose; può avere problemi a trovare le parole e le sceglie nel modo sbagliato;
- può usare neologismi. L’uso dei pronomi può essere scorretto;
- può sembrare che legga bene;
- può dare troppe o troppo poche informazioni. Dire cose irrilevanti o inappropriate; può dare informazioni non richieste;
- può avere difficoltà a inferire, cioè a capire quello che le persone vogliono veramente dire quando parlano;
- possono venire facilmente trascinati dai coetanei; sono ingenui e possono ficcarsi nei guai senza rendersene conto;
- può essere ossessionato da certi libri, giocattoli, filmati; può avere un persistente interesse per parti di oggetti.

La riabilitazione potrebbe consistere nel
· insegnare ad esplicitare le proprie emozioni e i propri bisogni;
· lavorare sulla routine e sulle regole della conversazione con giochi appropriati: giocare con gli altri è il primo passo verso la comunicazione. Fare a turno è la base dell’interazione tra due persone;
· analizzare e semplificare il linguaggio e i concetti di base troppo astratti;
· aiutare il pz a comprendere gli idiomi della lingua senza fermarsi al significato letterale;
· lavorare sui principi di causa ed effetto;
· esercitarsi ad utilizzare un linguaggio significativo;
· lavorare ampliando le abilità grammaticali e lessicali;
· proporre esercizi di role playing e modellamento diretto a un livello concreto per aumentare la consapevolezza di ciò che pensano gli altri;
· insegnare a generalizzare le abilità in un setting naturale;
· utilizzare il budding system (sistema dell’amico) per sperimentare situazioni sociali comuni;
· lavorare sulle abilità d’inferenza (saper leggere tra le righe);
· esercitarsi sull’uso di un corretto tono di voce;
· stimolare a comunicare le proprie idee.

· Insegnare ai genitori strategie quali anticipare le situazioni e agire in modo preventivo per evitare lo scontro (presentando alternative e distrazioni con calma e capacità di negoziazione).

Non esiste una lista di step da seguire pedissequamente, così come non esistono due asperger uguali.
Conoscenza approfondita delle caratteristiche del paziente che si ha davanti e utilizzo di strumenti di valutazione appropriati -non solo logopedici- rimangono comunque i due capisaldi per creare un corretto bilancio logopedico e un successivo percorso educativo. Questo è molto importante da considerare, perché spesso il logopedista è colui che per primo vede i bambini con autismo ad alto funzionamento, perché in ritardo con lo sviluppo del linguaggio verbale, spesso unico aspetto sul quale i genitori si soffermano.
Vocabolario utile per descrivere la comunicazione nello spettro dei disordini autistici:
pragmatica - prosodia

10 STRATEGIE COMUNICATIVE: PARLARE CON UN BAMBINO CHE HA DIFFICOLTA' NELL'ASCOLTARE
Se il tuo bambino obbedisce o meno spesso dipende dal come formulate la vostra richiesta.I bambini con ADD hanno bisogno di istruzione chiare, concise, presentate in modo che facciano presa.

1. Usare una voce gentile. Abbassate il vostro tono. Una voce acuta irrita e distoglie l'ascoltatore. Parlate lentamente. Parlare troppo veloce distrae il bambino. Siate brevi. Usate parole e frasi semplici, altrimenti il vostro bambino potrebbe diventare sordo ai genitori. Rifiutatevi di ascoltare un bambino che urla. Dite " Quando potrai parlare con un tono di voce più cortese o con voce gentile torna e prova di nuovo". Il rispetto è contagioso. Se voi vi comportate come volete che lui faccia, vostro figlio imparera' che tutti devono essere rispettati, compreso lui.
Calmate voi stessi prima. Parlate a voi stessi prima di rapportarvi al bambino. Quando siete arrabbiati e state male, mostrerete queste sensazioni al bambino, cusando un suo ritiro o una reazione alle vostre emozioni e non capirà ciò che state provando a dirgli. Tenete sotto controllo le vostre emozioni e il linguaggio del corpo prima di dire una parola.

2. Calmate il vostro bambino. Vostro figlio non può capire le vostre direttive se è agitato. Calmatelo finchè non è a suo agio abbastanza da essere recettivo e da capire cio' che volete dirgli. Mostrategli come puo' respirare profondamente. Fatelo contare fino a dieci, dategli il tempo di calmarsi, o fate una passeggiata intorno al palazzo. Sarà  facile per lui se gli farete vedere cosa deve fare per far fronte a queste difficoltà.

3. Gli sguardi parlano più delle parole. Vostro figlio riceve dei messaggi prima che dite una parola. Le vostre espressioni faccialie i gesti possono anche spiegare al bambino cosa volete dire o depistarlo completamente. Se il vostro linguaggio corporeo dice confronto, non aspettatevi unoa pronta collaborazione dal bambino. Usare il'espressione "Faccio sul serio".  Le vostre sopracciglia alzate gli ricorderanno che sta facendo qualcosa che non va e non puo' continuare con quel comportamento. Ma siate sicuri di dare anche messaggi di approvazione: un sorriso, un cenno del capo, una faccia felice, e un braccio intorno alle sue spalle- tante lodi per il compito ben fatto.

4. Creare un contatto prima di fare una richiesta. Con i bambini più piccoli, scendere al loro livello oculare! Cercate con il vostro bambino un contatto occhi-negli-occhi e mano-sulla-spalla. Cominciate a fare questo quando sono ancora piccoli. "Mary, ho bisogno dei tuoi occhi" o "Tommy, ho bisogno delle tue orecchie". Con la pratica imparerete come avere l'attenzione del bambino appropriatamente: non uno sguardo fisso che potrebbe portare il bambino a ritirarsi, ma abbastanza coinvolgente da attirare la sua attenzione, mostrargli che lo amate veramente, e sottolineare l'importanza di cio' che avete da dire.

Nota del Dr. Bill: come allenatore della Little League, per ottenere l'attenzione delle loro piccole menti distratte e i loro sguardi little minds , Ii facevo sedere nella canoa e dicevo, "Mi servono i vostri occhi. Mi servono le vostre orecchie."

Alcuni teenager avvertono il contatto occhi-negli-occhi come un controllo piuttosto che una ricerca di connessione, per cui potreste avere un ascoltatore più attento mentre state facendo i piatti o guidando insieme piuttosto che in una conversazione faccia a faccia

5. Usate l'allocuzione "IO". Provate a non minacciare subito. Cominciate la vostra richiesta con "Io" o "Noi" invece di "Tu". Invece di "Hai lasciato (Tu) di nuovo il piatto sul tavolo" dite " Mettiamo (Noi) i piatti in lavastoviglie cosi' il tavolo sara' in ordine". O " Io sono cosi' stanca di inciampare sempre nei bastoni da hockey" invece di "Tu non li metti mai a posto". L'allocuzione io non crea colpevoli, per cui il bambino non sente la pressione e viene incoraggiato a guardare la situazione dalla prospettiva di un altra persona. L'allocuzione tu mette il bambino sulla difensiva per cui e' facile che smetta di parlare o ti risponda male.L'allocuzione io gli ricorda con gentilezza come le sue azioni influiscano sugli altri." Mi sento felice quando entro in cucina e il tavolo e' pulito". " Mi piace quando porti fuori la spazzatura senza che nessuno te l'abbia chiesto" " Mi sento sollevata quando mi lasci un bigliettino con scritto a che ora tornerai a casa"

6. Provate la tecnica sandwich. la prima fetta di pane e' un complimento, poi considerate vostro figlio la carne nel sandwich - che poi è ciò che state provando a fare, la seconda fetta di pane è un'altra espressione piacevole e positiva: "Fare i tuoi compiti sembra terribile. Il maestro vorrà che tu gli spieghi a parole che cosa hai disegnato così stupendamente. So che hai delle bellissime idee"

7. Evitate parole negative. Evitate di svilire i complimenti. Se dite "La copertina del tuo progetto è stupenda, ma non hai terminato la composizione", il "ma" cancellerà la vostra precedente opinione positiva. Date a vostro figlio il tempo di assimilare i vostri complimenti, poi date positivamente le vostre direttive "...Ora finisci di scrivere...".

8. Valutate il punto di vista del vostro bambino. Alcuni bambini con ADD sono verbalmente iperattivi ("motor mouth)," e i genitori possono non ascoltarli. I teenager specialmente possono credere che il loro punto di vista non sia tenuto in considerazione. Non dovete essere d'accordo -- spesso non lo sarete, ma vostro figlio si aspetta che almeno ascoltiate. I bambini con ADD hanno bisogno di sapere che il loro punto di vista viene considerato.

9. Le gambe prima, seconda la bocca. E' ora di pranzo e voi chiamate " Spegni la televisione e vieni a mangiare!". Alcuni bambini vengono immediatamente, specialmente se hanno fame. I bambini con ADD, invece, e' probabile siano iperfocalizzati davanti a qualche gioco di computer. Invece di gridare, andate nella stanza e guardate il programma con lui per qualche minuto. Poi durante un break nell'azione, ditegli " E' ora di pranzo" e fategli spegnere il computer.

10. Date le notizie in anticipo. I bambini con ADD non hanno una buona transizione. Siccome sono egocentrici, non cambiano volentieri i loro programmi per i vostri. Se sono in stato di iperfocus, hanno difficoltà ad assentire i vostri desideri. Se state programmando una attività familiare, ditelo al bambino il giorno prima o quella mattina piuttosto che poi all'improvviso dal niente. Se il bambino è profondamente coinvolto nella sua attività di gioco, dategli il tempo di smettere. "Stiamo andando via subito, dì ciao ciao al tuo gioco, ciao ciao alla palla, ciao ciao al camioncino", ecc.

Se siete pronti perchè vada a letto, ma lui non lo è, fategli fare il giro di tutti gli ospiti, "Dì buonanotte alla nonna, buonanotte al nonno, buonanotte a zia Nancy..." Convincendo il bambino e rispettando il suo bisogno di transizioni graduali, eviterete di dover combattere e incoraggerete l'obbedienza. La maggior parte delle persone anticipa volentieri le notizie ai piu' piccoli, ma i bambini più grandi e gli adolescenti con ADD spesso hanno bisogno di transizioni molto rallentate.