ORTOTERAPIA A SCUOLA
Inserito da: prof Basile, 11 Settembre 2010, 14:49
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Categoria: SOSTEGNO
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ORTO-TERAPIA E SOSTEGNO A SCUOLA
Lo scorso anno scolastico ho avuto la possibilità (grazie ad alcuni colleghi e al pezzo di terra che si trovava a scuola e meno grazie alla disponibilità e l'interessamento della maggior parte degli altri colleghi del consiglio di classe e del D.S.) di attuare una nuova strategia (per il sottoscritto) quale appunto l'
ORTOTERAPIA PER ALUNNI CON DIFFICOLTA' in possesso di certificazione e non solo.
Che cos'è:
Molteplici sono i benefici, non solo per il corpo ma anche per le facoltà mentali e il morale, che l’attività di giardinaggio o di orticoltura svolta in uno spazio verde ben progettato può offrire ai disabili e ai pazienti in riabilitazione: per questo motivo oggi, con crescente successo, l’ortoterapia oltre ad essere sperimentata in molti spazi verdi privati, è inserita nei progetti terapeutici di strutture socio-assistenziali quali gli ospedali e i centri day-care di assistenza e servizi per disabili (fisici, sensoriali e psichici), anziani, bambini in età prescolare. La vita all’aperto in stretto contatto con la natura, il sole, l’aria fresca, oltre a giovare al fisico, incoraggia l’attività di relazione, ha una funzione ricreativa ed educativa, contribuisce a risvegliare interessi, senso di responsabilità, stabilità emotiva, consapevolezza di sé e del tempo; ha effetti antidepressivi e calmanti, migliora l’umore e le facoltà mentali.
E’, tuttavia, da sottolineare che questa terapia di sostegno, anche se nata e utilizzata in modo precipuo come strumento per integrare ed affiancare le terapie già esistenti per il trattamento e la prevenzione del disagio mentale, può essere considerata più in generale come una forma di terapia volta al miglioramento del benessere fisico e psicologico delle persone e quindi, come tale, non utilizzata esclusivamente per persone malate o disabili.
"L'occuparsi della terra e delle piante può conferire all'anima una liberazione e una quiete simili a quelle della meditazione". H. Hesse (1877-1962), scrittore tedesco.
...e ancora
L’ortoterapia, che sta per Horticultural Therapy, da tradursi più correttamente con “terapia assistita dalle piante” o con “riabilitazione attraverso la natura”, è una forma di cura volta al miglioramento fisico e psicologico dell’individuo tramite l’interazione, anche solo visiva, con la natura. Si basa cioè sul presupposto, dimostrato con varie ricerche scientifiche, che la vista di un paesaggio verde diminuisca il livello di stress nell’individuo, migliorandone l’umore. Oltre a ciò si verificano stimolazioni e sollecitazioni sensoriali , motorie e psicologiche. Sono previsti inoltre percorsi individualizzati in cui l’utente avrà la possibilità di progettare e organizzare un orto, preparare il terreno, piantare e seguire lo sviluppo delle piante, prendersi cura di uno spazio verde.
Obiettivi- Stimolare la capacità sensoriale (tramite aree colorate e aromatiche): olfatto, gusto, vista e tatto
- Stimolare il senso di responsabilità
- Sollecitare l’attività motorie
- Attenuare ansia e stress
- Aumentare l’autostima
- Stimolare le capacità residue
- Stimolare aspetti cognitivi (es. attenzione, memoria…)
Invito a visionare alcune immagini e momenti che possono rendere l'idea del lavoro fatto cliccando sul seguente link:
http://issuu.com/superscuola/docs/ortoterapia_a_scuola
Link utili:
www.ortidipace.org
www.ortogiardinoterapia.org
http://www.trafioriepiante.it
http://www.artena-pettherapy.it
Di seguito due articoli dal web per capire ancora meglio: ORTOTERAPIA
L’ortoterapia è una nuova terapia alternativa, capace di migliorare lo stato di salute degli individui, sia da un punto di vista prettamente organico, che psicologico.
La 'Horticultural Therapy' è nata nei paesi anglosassoni, dove la natura è da sempre molto amata. Tutti gli inglesi infatti hanno un piccolo pezzettino di terra davanti e dietro le loro abitazioni e sono abituati dunque sin da piccoli a curare il giardino o l’orto.
L’ortoterapia comprende l'attività di giardinaggio, la coltivazione di piante e di ortaggi, attività queste che permettono la cura dell’ansia attraverso la stimolazione dei sensi del tatto, dell’olfatto e della vista. Tutti noi sappiamo quanto faccia bene una passeggiata nel bosco o in un parco cittadino quando si è molto stressati e stanchi: la semplice visione degli alberi e dei colori dei fiori riesce a risollevare il morale anche ai malati, ai disabili ed ai depressi.
Se tutto questo è vero, si può comprendere come un rapporto attivo con la natura possa ulteriormente favorire le proprietà terapeutiche naturali dei luoghi ‘verdi’.
Così come gli animali, utilizzati nella 'pet therapy', l'ortoterapia lavora con un materiale 'vivente': le piante e serve per curare particolari disabilità o il semplice disagio (stress, depressione, ansia, vecchiaia, tossicodipendenza, stato di detenzione ecc.). Nei ‘giardini terapeutici’ si trova o si ritrova la fiducia nelle proprie capacità di far vivere, crescere e curare un essere vivente, si sviluppa un metodo di lavoro, che consente di raggiungere un obiettivo, rappresentato dalla crescita della pianta. Fornisce dunque nuove motivazioni e nuovi stimoli ed in questo senso, è in grado di dare un sostegno molto importante a persone che soffrono di gravi patologie, come quelle che hanno semplicemente 'il male di vivere'. Molto importante è anche il lavoro di gruppo nell’ortoterapia, che può facilitare la socializzazione (autismo, stati paranoici, handicap fisici ecc.). Un altro aspetto positivo di questa terapia 'verde' è il fatto che richiede uno sforzo fisico, anche se limitato ed è dunque utile nei casi di astenia o nelle convalescenze.
Data la grande quantità di ricerche che si stanno producendo sull’argomento in Canada, in America ed in Gran Bretagna è ormai nata la figura dell'ortoterapista, che si occupa della progettazione dello spazio verde dove curare i pazienti: è lui che stabilisce le dimensioni ottimali e l’orientamento del parco, la scelta delle piante più adatte, nonché gli strumenti e gli arnesi più adeguati da offrire ai pazienti, in relazione al loro problema.
In Italia non esiste ancora un '
garden' progettato ex novo per praticarci l’ortoterapia, ma vengono, in alcune case di cura ed in alcune comunità, utilizzati i parchi già esistenti.
E pensare che i ‘giardini all’italiana' sono famosi in tutto il mondo ed hanno abbellito, sin dal rinascimento, le ville ed i palazzi di tutti i nobili europei… Ma gli anglosassoni amano sicuramente la natura più di noi ed è forse per questo che hanno pensato a questa cura, forse così banale, ma anche così efficace: un po’ l’uovo di Colombo.
Le piante consigliate in terapia sono in genere le piante da fiore e quelle aromatiche, perché stimolano rispettivamente la vista e l’odorato; per stimolare il senso del tatto vanno bene le piante con foglie pelose.
Il professor Roger Ulrich dell’Università del Texas, responsabile del Center for Health Systems and Design Colleges of Architecture and Medicine, in base alle sue ricerche sull'argomento ha potuto constatare che, prendendo due gruppi di pazienti il più possibile omogenei quanto a età, patologia e peso corporeo, il gruppo che gode di una ‘vista verde’ si riprende molto più rapidamente dall’operazione chirurgica, essendo meno stressato e più carico psicologicamente.
Se anche queste ricerche si rivelassero incerte o poco scientifiche, possiamo comunque affermare che sicuramente l'ortoterapia non ha controindicazioni, né effetti collaterali, per cui è senz'altro un ottimo rimedio per chi vuole curarsi con metodi naturali.
fonte: www.clinicadellatimidezza.it/a_t/ortoterapia.htm
ORTO TERAPIA, QUANDO LA NATURA AIUTA LA RIABILITAZIONE
Ci sono casi in cui la cura dell'orto "cura"
non solo i prodotti vegetali, ma anche la
salute delle persone.
E' quanto capiterà a partire dai prossimi mesi al
Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, grazie a una convenzione firmata con il Parco Regionale Boschi di Carrega.
Obiettivo: la
realizzazione di un orto giardino dedicato alla terapia occupazionale.
L’idea terapeutica dell’orto giardino nasce all’interno dei percorsi di
Terapia Occupazionale studiati dagli esperti del CCF per coinvolgere maggiormente alcuni
pazienti con esiti di grave cerebrolesione acquisita, prevalentemente di natura
cognitivo-comportamentale.
“
E’ un progetto – spiega la neurologa Donatella Saviola responsabile del Day Hospital del CCF -
che mira ad aumentare le autonomie e migliorare la qualità di vita e si basa sull’osservazione costante dei pazienti effettuata in questi anni”.
Il progetto infatti fa riferimento ad un’analisi, svolta da un team multidisciplinare del centro, dalla quale risultava che i
pazienti denunciavano spesso solitudine dopo la fase di riabilitazione intensiva,
con scarse risposte rispetto al recupero delle autonomie extradomestiche, al reinserimento scolastico e socio-lavorativo.
La nuova proposta lascia ben sperare, come ha documentato già la prima fase di sperimentazione.
I gruppi, composti da 5 partecipanti, hanno lavorato ogni giorno per un mese, con supervisioni di 90 minuti.
Nonostante la metà dei partecipanti fosse compresa, inizialmente, tra un livello insufficiente e scarso per quanto riguarda la
capacità mnesica e di
problem-solving, in tutti i partecipanti si è verificato un
incremento della motivazione alle attività (solo due casi di assenza a una seduta nell’intero mese) con sviluppo di relazioni sociali che poi si sono mantenute anche all’esterno dei 90 minuti di terapia.
In
3 soggetti, particolarmente penalizzati dal punto di vista mnesico, si è sviluppata la capacità di svolgere
compiti semplici, riproposti periodicamente, come innaffiare o strappare le erbacce.
“
Con la nostra esperienza pilota – continua la Saviola -
abbiamo osservato che la terapia di gruppo, tramite il coinvolgimento nella cura di un orto-giardino, favorisce la partecipazione e l’aggregazione, che difficilmente si otterrebbero, invece, coi metodi tradizionali, cioè in sedute di terapia cognitivo-comportamentale strutturate a tavolino”.
INFO:CCF Centro Cardinal Ferrari
Via IV novembre 21
Fontanellato (PR)
Tel 0521820211
Fax 0521820200
Altre iniziative che coniugano coltivazione e autonomia di persone con disabilità:
IN UNA SERRA SI PUO' ANCHE "COLTIVARE IL LAVORO" IL LAVORO AGRICOLO, UN’ OPPORTUNITA’ PER GLI AUTISTICI RISCATTARSI IN FATTORIA: DIDATTICA, NATURALMENTE! fonte: www.disabili.com/aiuto/16628