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* RECENTI ARTICOLI, NEWS, EVENTI E ALTRO DAL SITO

Inserita da: basile, 05 Febbraio 2010, 10:50
Risposte: 0

Visite: 23

Avviso del 2 febbraio 2010
          Come  anticipato nella nota del 29.1.2010, per l’a.s. 2010/11, prot. n. AOODGPER 1045,  l’inoltro delle domande di mobilità A.S. 2010/2011, nell’ambito della scuola  primaria e secondaria di I grado, avverrà esclusivamente mediante l’accesso a POLIS.
          Si  suggerisce pertanto ai docenti  interessatidi iniziare anzitempo la procedura di registrazione nel Portale IstanzeOn Line, in modo da ottenere le credenziali complete in tempo utile perle operazioni di presentazione delle domande.
 Si precisa che la registrazione, per il personale di ruolo,  richiede, il possesso di unacasella di posta elettronica ………@istruzione.it.
Username  e password della casella di posta elettronica …………….@istruzione.it  costituiranno infatti le credenziali per  accedere ai servizi  Istanze On Line dopo  aver effettuato la registrazione.
Pertanto si  forniscono le seguenti indicazioni:         
  • Ilpersonale interessato già in possesso della casella…………..@istruzione.it può subito procedere alla registrazione nell'areaPresentazione On Line Istanze;
  • Il personale interessato non ancora in possesso  della casella ………@istruzione.it deve provvedere alla registrazione nell'area Posta Elettronica del sito www.pubblica.istruzione.it (selezionando la voce Assistenza, poi quella Docenti/Dirigenti nella tendina e  quindi il link”registrazione”);
  • Ilpersonale interessato che già possiede una casella ………@istruzione.it ,ma non ne ricorda la password : deve procedere al recupero dellapassword nella sezione Assistenza (selezionando la voceDocenti/Dirigenti nella tendina e quindi il link “recupero password”) dell'area Posta Elettronica del sito www.pubblica.istruzione.it;
  • Ilpersonale interessato che già possiede una casella ………@istruzione.it ,ma non ricorda ,la password , né la risposta alla domanda per ilrecupero: deve seguire le istruzioni contenute nella FAQ F000012presente nella sezione Assistenza (selezionando la voceDocenti/Dirigenti nella tendina e quindi il link “F.A.Q.”) dell'area  Posta Elettronica del sito www.pubblica.istruzione.it.       
  • Per la registrazione per le istanze online clicca qui
Inserita da: basile, 05 Febbraio 2010, 10:02
Risposte: 1

Visite: 15

Non conosco quel tipo registro.

Qui potrai trovare assistenza sul registro creato da noi e scaricabile dalla sezione download.
Inserita da: basile, 30 Gennaio 2010, 21:02
Risposte: 0

Visite: 62


anteprima
Nell'area download alla sezione "SOSTEGNO & INTEGRAZIONE" potrai trovare gratuitamente
conoscere i numeri fino al dieci

Avevo bisogno di far conoscere e memorizzare il numeri fino al numero dieci all'alunno che seguo quest'anno creando 11 semplici tavole di numeri illustrate e stampabili su cartoncino bianco in tre fogli formato A4 e ritagliabili (se preferite potrete incollarli su pezzi di compensato come ho fatto io oppure plastificarli per un a migliore praticità e durata nel tempo).

Le tavole, colorate con diversi colori, indicano i numeri dallo zero al dieci;
con queste tavole il bambino può imparare a leggere i numeri, contare e conoscere i colori.
 
Più avanti, le stesse tavole possono essere utilizzate per far di conto, giocare con le quantità, colori e...
Buon Lavoro
Inserita da: basile, 26 Gennaio 2010, 16:15
Risposte: 0

Visite: 85

UIL Scuola Segreteria nazionale - L’Italia al 24° posto su 27 paesi UE per gli investimenti in istruzione: si spende il 9,7% della spesa pubblica rispetto all’11% della media europea.
Di Menna: Bisogna ridare 'anima’ alla scuola soffocata da tagli e burocrazia

La Uil Scuola, in occasione del XII Congresso nazionale, ha usato la lente di ingrandimento sulle macro variabili della scuola negli ultimi quattro anni. Il linguaggio della politica messo a confronto con i dati più semplici: le classi, gli insegnanti, il numero degli alunni.

Si scopre così nella ricerca (in allegato) che alle sperimentazioni del Governo Prodi, Padoa Schioppa, Fioroni “volte ad innalzare la qualità del servizio di istruzione ed accrescere efficienza ed efficacia della spesa” fanno eco le politiche del Governo Berlusconi, Tremonti, Gelmini, finalizzate ad “una migliore qualificazione dei servizi scolastici” e ad “una piena valorizzazione professionale del personale”.

Una linea che, al di là dei toni dello scontro politico, analizzata cifre alla mano, si scopre avere una sequenza abbastanza continua, con una brusca accelerata dei fenomeni legati ai ‘tagli’ nell’ultimo anno.

Se restano invariati i plessi scolastici, i luoghi fisici dove si fa scuola, sono in costante calo le scuole intese come unità direzionali amministrative, quasi 400 in meno.
Gli alunni tendono lentamente a crescere, le classi a diminuire, con il risultato di classi sempre più affollate.

Gli ultimi quattro anni hanno fatto registrare, oltre alla comparsa di ‘clausole di salvaguardia’, ‘tagli programmati’, ‘tagli da realizzare’ (Governo Prodi) e ‘un piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico’ (Governo Berlusconi).

Tradotto in cattedre, cioè in posti di insegnamento, la scuola fa registrare un saldo negativo: 50 mila in meno. Per il personale Ata sono 21 mila i posti in meno. Ulteriori riduzioni di organico sono programmate per il prossimo biennio: 45 mila docenti e 30 mila Ata.

Saldo negativo anche per il turn-over: quasi 33 mila pensionamenti non sono stati rimpiazzati.
Circa 23 mila precari non hanno avuto conferma del’incarico.

Il nostro bipolarismo politico è ancora fortemente caratterizzato da una sorta di conflitto continuo – sottolinea il segretario della Uil Scuola, Massimo Di Menna, nel corso del XII Congresso Uil Scuola durante il quale sono stati presentati i dati della ricerca.

Le legittime aspettative dei lavoratori della scuola trovano consenso nelle forze politiche, purtroppo, quando sono all’opposizione; ciò denota la esigenza di una evoluzione nella cultura di Governo.
La modernizzazione della scuola e soprattutto le riforme, per avere successo, devono derivare da una intesa politica tra maggioranza e opposizione. La Uil Scuola continua a sollecitarla.

Negli ultimi anni la scuola – ribadisce il segretario della Uil Scuola - ha sofferto un mix di tagli, di cambiamenti spesso confusi, di burocrazia soffocante, che ne ha intaccato l’ “anima”.

Ridare ”anima” alla scuola, una mission condivisa, e ridare sostegno e fiducia a quei tanti che con impegno, passione e competenza la fanno funzionare, rappresenta il nostro preciso impegno e auspichiamo possa essere impegno condiviso.

Gli indicatori internazionali ci richiamano ai ritardi italiani che derivano dal considerare la scuola sede per contenere la spesa pubblica anziché settore strategico da sostenere e qualificare.
L’Italia – continua Di Menna - spende per l’istruzione il 4,7% del PIL a fronte del 5,1 della media europea, ed è collocata al 18° posto su 27. Per l’istruzione in Italia si spende il 9,7% della spesa pubblica rispetto all’11% della media europea, siamo al 24° posto su 27 paesi dell’Unione europea.

Se passiamo alle retribuzioni in rapporto alla ricchezza nazionale, una sorta di indicatore di considerazione sociale, l’Italia è a 0,99 a fronte di una media europea di 1,14; siamo collocati anche qui nella parte bassa della classifica.

I dati contenuti nella ricerca - aggiunge Di Menna - evidenziano come in realtà, stando alle scelte di Governo fatte dai due schieramenti, si possono osservare due direttrici costanti, sia per la mancanza di risorse, sia per alcuni aspetti delle riforme.

I dati dimostrano che i provvedimenti economici predisposti nel 2009 dal Governo, provvedimenti che – conclude Di Menna - la Uil Scuola ha fortemente contrastato, hanno accelerato una riduzione di spesa, già prevista in modo più graduale dal governo precedente, rendendola ancor più insopportabile.

RICERCA Uil Scuola
Inserita da: basile, 22 Gennaio 2010, 13:14
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IL 15 novembre 2009 è entrato in vigore il Decreto legislativo 150/2009 in materia di... “ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”, che contiene sostanziali novità in materia di “valutazione, di ordinamento del lavoro nelle pubbliche amministrazioni e di responsabilità dei pubblici dipendenti”.
Per contrastare l’assenteismo nel pubblico impiego, vengono dettate specifiche indicazioni nell’art. 69 del decreto, che ha introdotto l’art. 55 septies (Controlli sulle assenze) nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
In particolare, nel comma 5 del predetto art. 55 septies, sono fornite opportune indicazioni alle amministrazioni in merito anche ai controlli sulle assenze per malattia degli impiegati pubblici.
Nella circolare applicativa, firmata dal Ministro Brunetta il 18 dicembre 2009, sono esplicitate le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo.

Art. 1
(Fasce orarie di reperibilità)
1. In caso di assenza per malattia, le fasce di reperibilità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono fissate secondo i seguenti orari: dalla 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. L’obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni lavorativi e festivi.

Art. 2
(Esclusioni dell’obbligo di reperibilità)
1. sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etimologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
  • a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • b) infortuni sul lavoro;
  • c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
  • d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta;
2. sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stato già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.
Inserita da: basile, 11 Gennaio 2010, 17:12
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Categoria: PRECARIATO
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In un clima di generale confusione circa l'assegnazione delle supplenze, anche a causa dei ritardi che alcuni USP stanno riportando nella pubblicazione degli elenchi definitivi (discutibile la scelta in molti casi di non rendere pubblici gli elenchi), il sindacato SAB fornisce alcuni chiarimenti sulla distinzione tra supplenze da conferire da elenco salvaprecari e supplenze da conferire in base alle normali Graduatorie di istituto. Qualche dubbio rimane invece sulle sanzioni da applicare in caso di rifiuto della supplenza.

Così il sindacato SAB:

"Si precisa che le graduatorie dell'elenco salvaprecari devono essere utilizzate solo per nuove supplenze brevi e saltuarie. Sui posti vacanti fino a Giugno si nomina dalla graduatoria d'istituto; in presenza di proroga o conferma di un precedente contratto, questo deve essere conferito a chi era già in servizio, in tal caso non si utilizza la graduatoria del “salva precari”.

Il SAB mette in rilievo inoltre l'indicazione ministeriale di favorire il completamento di orario per chi lavora già spezzone.

"Inoltre è stata prevista l'opportunità di favorire il diritto al completamento d'orario per coloro che hanno accettato un contratto per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto, sia ricorrendo al frazionamento orario delle relative disponibilità, ove possibile, sia operando in deroga ai limiti territoriali previsti dal comma 2 dell'art. 4 del dm n. 131/07, regolamento delle supplenze, compatibilmente con l'orario di servizio, da effettuarsi e ove sia verificata la concreta possibilità di assicurare il servizio per tutte le sedi (3 scuole in 3 comuni diversi).

Il SAB prende atto di tale chiarimento che non fa altro che rispettare l'art. 40 comma 7 del contratto di lavoro vigente che prevede il completamento di orario o comunque all'elevazione del medesimo orario, senza i vincoli spesso applicati dai dirigenti scolastici e cioè di non frazionare i posti o di non conferire le supplenze su tre scuole i in 3 comuni, spesso dipendenti dalla medesima istituzione scolastica come sezione staccata o associata o istituto comprensivo."

Chiariti questi aspetti aggiungiamo noi alcuni dubbi sulle sanzioni in cui i docenti e il personale Ata potrebbero incappare in caso di rifiuto della proposta di supplenza. Uno dei dubbi riguarda l' incarico, spesso con contratto a tempo indeterminato, nella scuola paritaria, e ancora ci si chiede se la possibilità di frazionamento delle disponibilità è rivolta anche a chi lavora su spezzone in una scuola paritaria.
Lalla di orizzontescuola.com
Inserita da: basile, 05 Febbraio 2010, 10:06
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Categoria: PRECARIATO
Visite: 12

ANIEF - Scivolo di un anno per alcuni precari. ANIEF contro la nuova discriminazione del Governo

Presentato in Senato dal Governo un emendamento (7.200) al mille proroghe (AS 1955) che estende all’a.s. 2010-2011 i benefici del salva-precari mentre si attende dal Tar Lazio l’esito della richiesta di sospensiva cautelare relativa ai 15 ricorsi presentati dall’ANIEF per più di 2.000 docenti e ata che hanno richiesto l’inserimento nelle graduatorie distrettuali, e di remissione alla corte costituzionale dei commi 2, 3, 4 della legge 167/09,

A fronte dei 16.543 insegnanti e 4.529 ata che hanno presentato le domande per l’inserimento negli elenchi, sono stati depositati in questi giorni altri ricorsi sempre dai legali dell’ANIEF per più di 500 docenti e ata che avevano maturato il servizio di 180 giorni nell’a.s. 2008-2009 in due scuole.

Il provvedimento, voluto da alcune sigle sindacali, per l’effetto degli 87.000 tagli imposti alla Scuola, non garantisce alcuna forma di stabilizzazione del personale ed è lesivo del principio del merito nella selezione del personale chiamato a lavorare a tempo determinato e indeterminato.

La norma illude soltanto con false speranze e falsi punteggi una nuova categoria di docenti-ata doc dell’annata nefasta 2008-2009 che hanno avuto la sfortuna di insegnare per almeno 180 giorni in una scuola, garantendo un’indennità di disponibilità che è comunque inferiore agli stipendi che avrebbero potuto percepire.

Per questo, abbiamo chiesto ai giudici di estendere a tutti i ricorrenti i benefici di una legge che non può essere faziosa ma nell’interesse generale del Paese. L’estendere ora per due anni i benefici della norma, significa ammettere che la stagione del precariato-disoccupazione per effetto dei tagli imposti dalla riforma sarà lunga a discapito di quei 275.000 precari non salvati da questi elenchi prioritari ma che ogni anno da Nord a Sud hanno servito in silenzio il nostro Paese con dignità e professionalità.

Non si risolve il problema del precariato dividendo la categoria e selezionando per legge un decimo della categoria provvista del titolo abilitante per l’esercizio della professione.

http://www.anief.net/cms/index.php/notizie/precariato/...

http://www.anief.net/cms/index.php/notizie/precariato/...

L’emendamento

7.2000
Il Governo
Dopo il comma 4, inserire il seguente:
«4-bis. Le disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 2, 3 e 4 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 24 novembre 2009, restano valide con riferimento all'anno scolastico 2010-2011».
Inserita da: basile, 05 Febbraio 2010, 10:00
Risposte: 0

Categoria: RIFORME
Visite: 9

E' terminata, a Palazzo Chigi, la riunione del Consiglio dei Ministri (conferenza stampa).Tra i provvedimenti in esame tre decreti presidenziali recanti normeper il riordino dei licei, degli istituti tecnici e degli istitutiprofessionali. Il comunicato del Ministero
MIUR - La riforma dell'Istruzione Tecnica eProfessionale era attesa da quasi 80 anni. Le norme introdotte con inuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partiredall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione.
Ecco i punti principali dei due regolamenti:
Riordino degli istituti tecnici
  • Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800, suddivisi in10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 39.283,frequentate da 863.169 alunni.
  • Il riordino punta a limitare la frammentazione degli indirizzi,rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche dirilevanza nazionale.
Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 Settori: economico e tecnologico.
Avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione.Saranno ore effettive al contrario delle attuali 36 virtuali (delladurata media di 50 minuti).
Nel Settore economico sono stati definiti 2 indirizzi:
1.    amministrativo, finanza e marketing;
2.    turismo.
Nel Settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:
1.    meccanica, meccatronica ed energia;
2.    trasporti e logistica;
3.    elettronica ed elettrotecnica;
4.    informatica e telecomunicazioni;   5.    grafica e comunicazione;   6.    chimica, materiali e biotecnologie;
7.    sistema moda;
8.    agraria, agroalimentare e agroindustria;
9.    costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazionidegli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.
Centralità delle attività di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovativebasate sulla didattica di laboratorio, considerata uno strumentoefficace in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti dicultura generale (per esempio, italiano e storia).
Relativamente agli indirizzi del settore tecnologico è previstainoltre la presenza degli insegnanti tecnico-pratici nella misuraoraria crescente dal primo al quinto anno:
  • 264 ore nel biennio;
  • 891 ore nel triennio (561 ore in terza e quarta, 330 ore in quinta)
Ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio.
Più autonomia e flessibilità dell'offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzionegenerale comune e in distinte aree di indirizzo che possono esserearticolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornatonel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definitodi opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e delterritorio.
Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazidi flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno)all'interno dell'orario annuale delle lezioni dell'area di indirizzo.Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% diautonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui giàgodono le scuole. In questo modo possono essere recuperati evalorizzati settori produttivi strategici per l'economia del Paesecome, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, lecostruzioni aereonautiche ecc..
Ore dedicate alle 2 aree:
AREA ISTRUZIONE GENERALE
AREA INDIRIZZO
Primo biennio
660 ore
396 ore
Secondo biennio e quinto anno
495 ore
561 ore
Struttura del percorso didattico
Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:
  • un primo biennio, dedicato all'acquisizione deisaperi e delle competenze previsti per l'assolvimento dell'obbligo diistruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agliindirizzi;
  • un secondo biennio e un quinto anno, checostituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possonoarticolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo dellavoro e delle professioni;
  • il quinto anno si conclude con l'Esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.
Più inglese
Sono state incrementate le ore di studio della lingua inglese ed èstata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre linguestraniere.
Insegnamento di scienze integrate
E' previsto l'insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono,nella loro autonomia, le discipline di "Scienze della terra ebiologia", di "Fisica" e di "Chimica", per potenziare la culturascientifica.
Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni
Le norme introdotte hanno l’obiettivo di creare un rapporto più strettocon il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato eil privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage,tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.
Riordino istituti professionali
In Italia, in questo anno scolastico, studiano, in 1.425 istitutiprofessionali, 547.826 alunni suddivisi in 25.445 classi. Attualmentesono 5 i settori di istruzione professionale, con 27 indirizzi.
Con il riordino dell'istruzione professionale sarà riaffermatal'identità di questo tipo di scuola nell'ambito dell'istruzionesuperiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenzenecessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori produttividi riferimento.
Gli studenti e le loro famiglie avranno immediatamente rispostechiare sulle possibilità d’inserimento nel mondo del lavoro e per ilproseguimento degli studi all’università.
Verrà superata la sovrapposizione con l'istruzione tecnica, sipongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione eformazione professionale, di competenza delle Regioni. I servizid'istruzione saranno più efficaci e le risorse verranno utilizzate nelmodo più adeguato.
I nuovi istituti professionali
Si articolano in 2 macrosettori:
  • istituti professionali per il settore dei servizi;
  • istituti professionali per il settore industria e artigianato.
Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi:
Settore dei servizi:
  • Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale;
  • Servizi socio-sanitari;
  • Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera;
  • Servizi commerciali.
Settore industria e artigianato:
  • Produzioni artigianali e industriali
  • Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica.
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazionidegli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovoordinamento.
Ore di insegnamento
Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondentea 32 ore di lezione. Saranno ore effettive al contrario delle attuali36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Più flessibilità dell'offerta formativa
Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agliistituti tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità nell'area diindirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quotagià prevista del 20% di autonomia, ammonteranno al 25% in prima eseconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta.
Le quote di flessibilità consentono:
  • di svolgere un ruolo integrativo o complementare con il sistema diformazione professionale regionale per la realizzare percorsi diqualifica professionale;
  • di articolare le aree di indirizzo in opzioni (secondo biennio e ultimo anno);
  • di introdurre insegnamenti alternativi inclusi in un appositoelenco nazionale, definito con decreto ministeriale, per rispondere aparticolari esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, senzaincorrere in una dispendiosa proliferazione e frammentazione diindirizzi.
La struttura del percorso quinquennale
AREA ISTRUZIONE GENERALE
AREA INDIRIZZO
Primo biennio
660 ore
396 ore
Secondo biennio e quinto anno
495 ore
561 ore
La struttura del percorso quinquennale
Il percorso è articolato in:
2 bienni e 1 quinto anno
Offerta coordinata con la formazione professionale regionale
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilitàper organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di duratatriennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambitodell'offerta coordinata di istruzione e formazione professionaleprogrammata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordicon il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Centralità delle attività di laboratorio e tirocini
  • Potenziamento delle attività di didattica laboratoriale;
  • Stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, specienel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso un’esperienza diretta.
Schema riforma superiori
Inserita da: basile, 27 Gennaio 2010, 18:02
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Categoria: RIFORME
Visite: 38

Su YouTube i video del Convegno.
INDICE DEGLI INTERVENTI
ORAZIO LOMBARDO
Dirigente Itis "G. Marconi" - Catania

 "La riforma in Sicilia" 1 Video


GIOVANNI ZEN
Dirigente Itis "A. Rossi" - Vicenza

 "Dall'insegnamento all'apprendimento" 1ª Parte
/ 2ª Parte

ALBERTO FELICE DE TONI
Preside facoltà di Ingegneria - Università di Udine
Presidentedella Commissione per lo sviluppo dell'istruzione tecnica eprofessionale e della Delivery Unit nazionale per il rilancio degliistituti tecnici
"Il lavoro della Commissione" 1ª Parte / 2ª Parte
> "Il taglio delle risorse"
1 Video
> "Il rilancio culturale" 1 Video
> "Differenziazione tecnici e professionali" 1 Video
> "Durata studi. 12 oppure 13 anni?" 1 Video
> "Il ruolo delle Regioni" 1 Video
> "Le classi di concorso e i licei tecnologici" 1 Video

GUIDO DI STEFANO
Direttore generale USR Sicilia> "Piano regionale a sostegno dell'innovazione" 1ª Parte / 2ª Parte / 3ª Parte
da Tecnica della scuola
Inserita da: basile, 26 Gennaio 2010, 16:10
Risposte: 0

Categoria: RIFORME
Visite: 27

Lalla - In riferimento alla nota prot.17188 del 13/11/09 con cui sono state date indicazioni sulla valutabilità di titoli accademici rilasciati nello stesso anno, il Ministero precisa che essa sarà valida solo all’atto della riapertura delle graduatorie ad esaurimento, limitatamente ai nuovi diplomi dichiarati dagli interessati .

Niente rifacimento delle graduatorie dunque e nessun timore per docenti assunti, a tempo determinato o indeterminato, in province i cui USP abbiano interpretato la normativa in maniera difforme a quella della nota.

Il Ministero precisa infatti che i chiarimenti da parte della Direzione generale per l’Università sono pervenuti dopo che le graduatorie erano diventate definitive e dunque non sono passibili di rifacimento.

Il Ministero non ci dice nulla invece sulla data in cui la richiesta di chiarimento è stata inviata, dato che il problema esiste fin dal 2004, anno in cui la legge 143/04 ha introdotto la valutazione di master, diplomi e corsi di perfezionamento.
da orizzontescuola.com
Inserita da: basile, 11 Gennaio 2010, 17:13
Risposte: 0

Visite: 57

red - Resoconti di Gilda, Snals,UIL

Gilda
"Si sono svolti due incontri al MIUR per proseguire il confronto sul nuovo CCNI relativo alla mobilità per l'anno scolastico 2010-11. Sono stati esaminati gli articoli dal 18 al 25.

Art. 18. Si sta cercando d'individuare la competenza nell'assegnazione della cattedra orario esterna, nei casi in cui si verifichino contrazioni d'organico con contestuale trasformazione di una cattedra interna in esterna. Resta invece fuor di dubbio che nell'assegnazione delle cattedre ai docenti all'interno dell'istituzione scolastica, le precedenze  di cui all'Art. 7 del CCNI vanno riconosciute in sede di contrattazione integrativa d'istituto.

Art. 20. Si è precisato, relativamente all'individuazione del soprannumero conseguente al dimensionamento scolastico, che nei casi in cui un plesso della scuola primaria o dell'infanzia confluisca in altro circolo didattico o istituto comprensivo, i docenti del plesso interessato che non hanno formulato alcuna opzione, restano nell'organico funzionale del circolo o istituto comprensivo di titolarità nel quale concorrono per l'individuazione di eventuali soprannumerari in base al punteggio spettante, mentre vanno individuati comunque soprannumerari qualora il circolo o l'iIstituto di titolarità siano stati soppressi;

Art. 20 bis. Si è recepito l'Accordo integrativo al CCNI del 12 febbraio 2009, relativo alle province che hanno subito una modifica dell’assetto territoriale (Nuoro/Oristano e Pesaro/Rimini), con la precisazione che quanto disposto per i comuni interessati non è applicabile alle province di nuova istituzione (Monza, Barletta-Andria-Trani, Fermo, ecc.) per il prossimo anno scolastico e finchè in esse non sarà designata l'autorità governativa (Prefetto).

Ai docenti interessati, se individuati perdenti posto, sarà consentita per sei anni, da quando è avvenuta la modifica territoriale, la priorità nel rientro:

1) nella scuola di precedente titolarità nella prima fase dei movimenti (comunale) rispetto agli altri perdenti posto cui non può essere riconosciuta tale precedenza, in quanto le scuole nelle quali erano titolari non sono passati da una provincia all' altra;

2) nel comune di precedente titolarità prima della II fase (provinciale), cioè prima dei trasferimenti a domanda da un comune all'altro di coloro ai quali non è applicabile tale precedenza;

3) nella provincia di precedente titolarità prima della III fase (interprovinciale) dei trasferimenti a domanda di chi non rientra nelle province interessate.

Artt. 22-24. I perdenti posto devono obbligatoriamente indicare l'intero comune di titolarità, oppure il distretto per i grandi comuni, prima di esprimere altre preferenze, altrimenti queste ultime sono da considerare come non espresse.

Art. 22. I titolari di posto comune della scuola primaria, trasferiti provvisoriamente per mancanza di posti sul sostegno, vedranno ricalcolare il proprio punteggio per rientrare sui posti comuni, per allineare tale punteggio a quelli degli altri titolari di posto comune che presentano domanda volontaria di trasferimento. Nei modelli di domanda sarà prevista un'apposita casella che va barrata dai docenti diventati provvisoriamente titolari di sostegno.

Art. 23. Si è precisato che anche le individuazioni dei perdenti posto successive alla determinazione della pianta organica della scuola di titolarità, purchè relative sempre all'organico di diritto, saranno effettuate sulla base delle graduatorie di circolo/istituto compilate nei 15 gg. successivi alla scadenza delle domande di mobilità.

 I prossimi incontri sono previsti per il 14 ed il 20 gennaio p.v."

SNALS
"Nel pomeriggio di ieri, 7 gennaio 2010, e nella mattinata di oggi, si sono svolti al MIUR due incontri quale prosieguo del confronto per addivenire al rinnovo del CCNI della Mobilità del Personale Docente, Educativo ed ATA per l’anno scolastico 2010/2011.

Lo SNALS-Confsal era rappresentato da Pina Di Giacomo.

Nei due incontri è proseguita la rilettura e l’integrazione di alcuni articoli del CCNI 12/2/2009 e successive modificazioni ed integrazioni, pervenendo ad una sostanziale definizione degli articoli fino al 25.

In particolare segnaliamo che è stata effettuata una rilettura dell’art. 18, in relazione alle possibili integrazioni allo stesso nel caso di costituzione ex novo di cattedra orario esterna, a seguito di contrazione dell’organico di istituto, non giungendo ancora ad una soluzione definitiva.

Inoltre sono state apportate alcune modifiche chiarificatrici all’art. 20 (individuazione soprannumero conseguente al dimensionamento della rete scolastica) con particolare riferimento al punto II; le integrazioni ipotizzate nascono dalle incertezze interpretative comunicate da alcune strutture territoriali, nonché dalla necessità di rendere più chiare ai docenti interessati le conseguenze relative alla mancata opzione in caso di confluenza di un plesso in altro circolo e/o istituto comprensivo.

E’ stato poi inserito nel testo del CCNI un articolo 20-bis relativo alla mobilità tra province statali che hanno modificato l’assetto territoriale di competenza. Tale articolo ricalca, sostanzialmente, il contenuto delle integrazioni al CCNI sottoscritte il 3 marzo 2009, con riguardo alla posizione giuridica del personale titolare nei comuni delle province di cui viene modificato l’assetto territoriale. E’ stato esplicitamente previsto un inserimento di un apposito comma che chiarisce che le norme dell’art. 20-bis, per la mobilità relativa all’a.s. 2010/2011, non si applicano alle province di nuova istituzione.

Sono state inoltre effettuate alcune integrazioni agli artt. 21 e 23, relativi, rispettivamente, alla individuazione dei perdenti posto nella scuola dell’infanzia e primaria e dei perdenti posto nella scuola secondaria di primo e secondo grado, al fine di chiarire che i dirigenti scolastici, all’atto della pubblicazione della nuova tabella organica, si avvarranno delle graduatorie predisposte entro i 15 giorni successivi al termine fissato dalla O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, per notificare sulla base delle nuove tabelle organiche agli interessati la posizione di soprannumero.

Tali modifiche apportate sono finalizzate a dirimere i dubbi avanzati da alcune istituzioni scolastiche sulla necessità di rifacimento delle graduatorie al momento della formulazione degli organici.

Inoltre alcune integrazioni sono state apportate all’art. 22 relativo al trattamento dei perdenti posto nella scuola dell’infanzia e primaria, per definire ancor meglio che il personale individuato quale soprannumerario, nel caso di presentazione di domanda condizionata al permanere del soprannumero, debba comunque esprimere anche l’intero comune di titolarità prima dell’eventuale inserimento di codici analitici o sintetici relativi ad altri comuni; nel caso non lo faccia tali ultime preferenze verranno considerate nulle.

Gli incontri proseguiranno secondo un calendario già definito, nel pomeriggio del giorno 14 gennaio e nella mattinata del 20 gennaio pp.vv.; ovviamente aggiorneremo sul seguito della trattativa."

UIL
"Nei giorni 7 e 8 gennaio 2010 è proseguito il confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali sulla contrattazione relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed ATA, per l’anno scolastico 2010/11.

Per la UIL scuola hanno partecipato Pasquale Proietti, Antonello Lacchei e Giuseppe D’Aprile.
A seguito dell’orientamento dell’amministrazione di rendere obbligatoria la procedura per la presentazione on-line delle domande relative ai movimenti della scuola primaria e secondaria di 1° grado, i sindacati hanno sollecitato di nuovo l’emanazione di una nota per esplicitare le modalità di registrazione, obbligatoria, ai fini della presentazione delle domande di mobilità.

Si è convenuto poi di inserire nel testo un nuovo articolo, 20 bis, per regolamentare i provvedimenti di modifica dell’assetto territoriale che hanno coinvolto alcune province statali (Oristano e Nuoro lo scorso anno, Pesaro e Rimini questo anno), che hanno determinato il passaggio di alcuni comuni e delle relative istituzioni scolastiche nelle competenze di una diversa provincia.

I trasferimenti a domanda, sia in ingresso che in uscita dalle scuole coinvolte dai nuovi assetti, per i 6 anni successivi alle modifiche degli assetti territoriali, saranno disposti immediatamente dopo i trasferimenti in ambito provinciale e prima dei movimenti relativi alla terza fase.

Per quanto riguarda gli articoli 21 e 23, relativi all’individuazione dei perdenti posto, la UIL ha riproposto l’esigenza di rivedere il sistema delle precedenze.

Il prossimo incontro è stato fissato per giovedì 14 gennaio.
Inserita da: basile, 06 Gennaio 2010, 21:29
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Nello scorso anno scolastico il Gruppo tecnico del Polo  di Cordignano (TV) ha effettuato una raccolta di programmi freeware o open source, di sicuro interesse per i docenti dei vari ordini di scuola.
All'inizio di quest'anno scolastico questa raccolta di programmi è stata proposta ai docenti dei 4 istituti aderenti alla Rete (IC Cappella Maggiore, IC Cordignano, IC Sarmede, IC San Fior) in un dvd.

Nel file allegato si può visualizzare l'elenco dei programmi, alcune informazioni sugli stessi nonchè i link ai siti dai quali possono essere scaricati.
Versione adattata per la pubblicazione nel sito amico di www.iccappellamaggiore.it

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07 Febbraio 2010, 09:06
Benvenuto prof Angelo * *
07 Febbraio 2010, 03:00
ciao veb
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06 Gennaio 2010, 15:14
prot
16 Dicembre 2009, 19:30
Un saluto a tutti
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16 Dicembre 2009, 10:38
ciaoooooooooooo
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12 Dicembre 2009, 21:36
Come sono andate le giornate degli scioperi?
11 Dicembre 2009, 17:28
11 e 12 Dicembre Sciopero proclamato da CGIL, il SISA e USI-AIT SC *
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